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Gioia, croce e giovani

crocegmg1Un altro trittico ci è stato offerto dal Santo Padre nel corso della Santa Messa delle Palme. C'è da dire che, per almeno due dei termini in questione, l'accostamento non è difficoltoso. Dove ci sono dei giovani c'è spesso la gioia o quantomeno l'allegria. La stranezza viene, invece, dal termine medio: croce. Ad una prima occhiata, la croce non si coniuga né con i giovani, né tantomeno con la gioia. Eppure papa Francesco non ha esitato a parlarne in modo consequenziale. Gioia: è l'effetto di un incontro, non del possesso delle cose. Croce: quella di Cristo, quando è abbracciata con amore porta alla gioia.

Giovani: voi ci insegnate a vivere la fede con un cuore giovane.
Come stanno insieme i tre elementi? "E voi giovani non avete vergogna della sua Croce! Anzi, la abbracciate, perché avete capito che è nel dono di sé, nel dono di sé, nell’uscire da se stessi, che si ha la vera gioia". Lectio magistralis! Ancora una volta ritroviamo nel modo di esporre la fede del Santo Padre il binomio semplicità e profondità. Abbiamo tutti da imparare molto da lui...
Un ultima cosa: vi siete accorti che il papa a messo i giovani sulla cattedra? "voi giovani ci insegnate...". Si, proprio i giovani hanno il compito di riaccendere, ad uso degli adulti (esistono adulti nella fede? sic), quel fuoco d'amore che a volte, dopo tanti anni di cammino, rimane come brace sotto la cenere. Quell'abbandono del "primo amore" di cui parla l'angelo alla chiesa di Efeso (Ap 2,3), rischia di freddare il cuore alla preghiera, al servizio, al dono reciproco. Abbiamo la capacità di renderci umili e di metterci alla scuola dei giovani?

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