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Quelle omelie domestiche

cafarnaoÈ proprio vero che ci siamo persi la bellezza della semplicità. Forse perché a volte interpretiamo un atteggiamento affettivamente coinvolgente “poco professionale”; forse perché vorremmo spiegare il Mistero con termini e discorsi altamente complicati; o forse, ancora, perché è più rassicurante mettersi dietro la maschera della freddezza e della “compostezza” per non fare troppa fatica. Fattostà che il Francesco style coinvolge sempre più.

Ne è prova - se ce ne fosse ancora bisogno - le omelie “domestiche” tenute dal Santo Padre a Casa Santa Marta per piccoli gruppi di fedeli, quasi ogni mattina (eccetto i giorni in cui la celebrazione della Santa Messa è pubblica).

Sulle singole pagine che in questo sito abbiamo dedicato alle omelie del Papa riceviamo ogni giorno un migliaio di visite, e quando si è verificato un leggero ritardo abbiamo puntualmente ricevuto mail di richiesta per riprendere al più presto. Forse per chi non è addentro alla gestione dei siti ciò potrà sembrare normale, ma in realtà non sono molti i feedback della rete. Si tratta, dunque, di avere un contatto con quella spontaneità e ferialità che tanto ci fanno apprezzare Papa Francesco. È significativo notarne la capacità nel dire, con parole semplici, i fondamenti della nostra fede non più uditi da molto tempo. E non si può nascondere un certo imbarazzo nella comprensione di quale valore magisteriale possa essere dato a tali commenti al Vangelo del giorno tenuti a braccio. Come giustamente ha fatto notare Padre Lombardi (Direttore Sala Stampa Vaticana) non si è proceduto a trasmetterne integralmente l’audio o la trascrizione per lo stile circostanziale che avvolge le parole del papa.

A noi, quelle omelie domestiche, ci fanno pensare allo stile che doveva avere il primo papa, Simone di Cafarnao, che accoglieva a casa sua le persone che cercavano Gesù; a quelle persone, da semplice pescatore, spiegava chi fosse - mentre le accompagnava da Lui - l'ospite di quella casa. Quella casa - ritrovata negli scavi archeologici di Cafarnao e che era diventata la mèta di pellegrinaggio delle prime comunità cristiane - era stata, infatti, la casa che si era aperta ad accogliere Gesù; quella casa che aveva riservato la stanza degli ospiti ad accogliere unicamente il nazareno; e quella stanza - lo attestano i numerosi graffiti alle pareti e la centratura dell'antica chiesa costruitavi sopra - era divenuta il luogo dove il Rabbunì riposava. Da quella casa, che era stata messa a disposizione da Simon Pietro, la buona notizia si è sparsa per tutto il mondo.

Perché riscuotono successo quelle “omelie domestiche”? forse perché ci fanno respirare la dimensione feriale dello “stare”, del “dimorare” di Gesù con i suoi.

 

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