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Le 14 domande del card. Wuerl

Cardinal Wuerl Quattordici domande e dieci possibili temi per le propositiones al papa: sono questi i punti sui quali il Relatore Generale, S. Em. R. Card. Donald William WUERL, Arcivescovo di Washington, ha snodato la Relatio post disceptationem (Relazione dopo la Discussione).

Quali sono state le esperienze feconde di evangelizzazione? Come coinvolgere i giovani e le famiglie nella Nuova Evangelizzazione? Quale può essere il contributo delle parrocchie e delle comunità? Come può essere progettata la catechesi in modo che ispiri la ricerca della verità, del bene e della bellezza?

Di seguito riportiamo l'intervento completo: 

 

Santo Padre,
Padri Sinodali
Fratelli e Sorelle nel Signore,

“Sarete miei testimoni” (Atti 1, 8).

Il Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione per la Trasmissione della Fede Cristiana è iniziato con la celebrazione della Liturgia Eucaristica in Piazza San Pietro. Il nostro Santo Padre ci ha guidati ricordandoci che una delle idee emerse del concilio Vaticano II, di notevole rilevanza per la Nuova Evangelizzazione, è il concetto della vocazione universale alla santità e la maniera in cui ogni cristiano è, per definizione, un protagonista nell’opera di evangelizzazione. “Una delle idee portanti del rinnovato impulso che il Concilio Vaticano II ha dato all’evangelizzazione è quella della chiamata universale alla santità, che in quanto tale riguarda tutti i cristiani (cfr Lumen Gentium, 39-42)”.

I santi sono evangelizzatori che portano la Parola di Dio al mondo mediante la testimonianza delle loro vite. Due esempi di questo efficace lavoro di inculturazione del Vangelo sono San Giovanni d’Avila e Santa Ildegarda di Bingen, che sono stati dichiarati Dottori della Chiesa da Papa Benedetto XVI all’inizio di questo sinodo.

All’inizio delle nostre discussioni in questa aula, il Santo Padre ci ha nuovamente ispirati con le sue parole. Nella meditazione per la preghiera di apertura, Papa Benedetto ci ha ricordato che la confessio è il primo dei due pilastri per l’evangelizzazione. Dobbiamo cioè conoscere e proclamare la verità di Gesù Cristo. Ma il secondo di questi pilastri è caritas, l’amore. Soltanto quando viviamo la parola in maniera inscindibile dall’amore raggiungiamo l’evangelizzazione tanto auspicata da questo Sinodo. “La fede ha un contenuto: Dio si comunica, ma questo Io di Dio si mostra realmente nella figura di Gesù ed è interpretato nella ‘confessione’ che ci parla della sua concezione verginale della Nascita, della Passione, della Croce, della Risurrezione”(Meditazione, 8 ottobre 2012).

Anche l’11 ottobre, durante la celebrazione in cui è stato proclamato l’inizio dell’Anno della Fede ed è stato ricordato il cinquantesimo anniversario dall’inizio del Concilio, il Santo Padre ha segnalato un’altra importante direttrice per il nostro lavoro: “Durante il Concilio vi era una tensione commovente nei confronti del comune compito di far risplendere la verità e la bellezza della fede nell’oggi del nostro tempo, senza sacrificarla alle esigenze del presente né tenerla legata al passato: nella fede risuona l’eterno presente di Dio, che trascende il tempo e tuttavia può essere accolto da noi solamente nel nostro irripetibile oggi” (Omelia, 11 ottobre 2012).

Durante le scorse settimane abbiamo ascoltato con attenzione le riflessioni su ciò che la Nuova Evangelizzazione significa e in che maniera la Chiesa può affrontare le preoccupazioni che hanno spinto il Santo Padre a questa chiamata alla Nuova Evangelizzazione. I meditati interventi dei padri sinodali, e anche degli auditores, dei delegati fraterni e degli invitati speciali, hanno arricchito le nostre sessioni. L’Ordo Synodi Episcoporum afferma che compito del Relatore Generale è produrre una relatio post disceptationem che riassuma al meglio le discussioni affinché il processo possa passare alla fase successiva. 
Le riflessioni che seguono si prefiggono di essere uno strumento per aiutare alla discussione dei gruppi linguistici (circoli minori) mentre preparano le propositiones da presentare al Santo Padre alla fine del nostro lavoro. A queste osservazioni, aggiungo alcuni punti che richiedono di essere sviluppati.

In questa relatio riassumerò una parte delle osservazioni presentate riguardo ai seguenti temi:
1. La natura della Nuova Evangelizzazione;
2. Il contesto odierno del ministero della Chiesa;
3. Le risposte pastorali alle circostanze attuali, e
4. Agenti e partecipanti alla Nuova Evangelizzazione.

 

1. La natura della Nuova Evangelizzazione

Dalle discussioni sinodali è emersa con molta chiarezza l’idea che il fondamento della Nuova Evangelizzazione per la Trasmissione della Fede è anzitutto l’azione della Santissima Trinità nella storia. Dio Padre invia suo Figlio, il quale porta con sé la vera Buona Novella di chi siamo nella potenza dello Spirito Santo. La Chiesa è coinvolta in questo moto di Divina Autorivelazione che inizia con la Beata Vergine Maria quando, sotto l’azione dello Spirito Santo, riceve nel suo seno la Parola di Dio che si è incarnata in lei per potersi dare al mondo intero. È la Parola incarnata che offre le sue parole di vita eterna a coloro che pongono la loro fede in lui. Dopo la sua morte e Risurrezione, Gesù ha inviato la Chiesa, sua Sposa e suo nuovo Corpo, nel mondo per continuare la sua missione evangelizzatrice.
“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli ... insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28, 19-20).

Gesù ci ha liberati dal potere del peccato e ci ha salvati dalla morte. La Chiesa riceve da lui non soltanto l’enorme grazia che il suo Signore ha conquistato per lei, ma anche il comandamento di condividere e far conoscere la vittoria di Cristo. Ci è stato ordinato di trasmettere fedelmente al mondo il Vangelo di Gesù Cristo. L’evangelizzazione è la missione primaria della Chiesa.
Nella sua meditazione di apertura, il nostro Santo Padre ci ha ricordato che la Chiesa ha preso la parola “evangelium” e l’ha interpretata in una maniera nuova e vivificante, e quindi, quando lo proclamiamo, partecipiamo al ministero profetico degli apostoli, della Chiesa.

Nella stessa meditazione, il nostro Santo Padre ha sottolineato il primato di Dio nell’evangelizzazione. Dio è Colui che parla e agisce nella storia. Noi, grazie al fuoco dello Spirito Santo, siamo chiamati a lavorare umilmente con Dio mediante la nostra professione di fede e di amore per mezzo della quale la Parola di Dio ci attraversa per giungere agli altri.
La Chiesa non si stanca mai di annunciare il dono che ha ricevuto dal Signore. Il concilio Vaticano II ci ha ricordato che l’evangelizzazione è il centro stesso della Chiesa. In Lumen Gentium, testo fondamentale e cuore della riflessione conciliare sulla vita della Chiesa, i padri conciliari hanno sottolineato che “questo solenne comando di Cristo di annunziare la verità salvifica, la Chiesa l’ha ricevuto dagli apostoli per proseguirne l’adempimento sino all’ultimo confine della terra” (17).

Il dovere di annunciare la verità salvifica non è soltanto responsabilità del clero e dei religiosi. Anzi, il sinodo ha sottolineato l’importante ruolo di ogni discepolo di Cristo nella missione di diffondere la fede. La discussione ha accentuato la partecipazione decisiva e vitale di ogni cattolico alla missione evangelizzatrice, in particolare mediante l’impegno solerte e grazie ai doni dei fedeli laici.

Domanda 1. Mediante il battesimo, tutti i cristiani ricevono una vocazione personale che conferisce loro la dignità di essere evangelizzatori. Come può la Chiesa promuovere in tutti i battezzati una maggiore consapevolezza della loro responsabilità missionaria ed evangelizzatrice?
“Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!” (Eb 13, 8) e, quindi, fa nuove “tutte le cose” (Ap 21, 5). Questa Buona Novella comprende i molti momenti dell’evangelizzazione. Uno è la missione ad gentes, vale a dire l’annuncio del Vangelo a coloro che non hanno mai udito parlare di Gesù Cristo. Un altro momento dell’evangelizzazione è la catechesi continua e la crescita della fede che normalmente fa parte dello sviluppo cristiano. Poi troviamo anche la Nuova Evangelizzazione, che implica andare incontro a coloro che, avendo udito parlare di Cristo, avevano cominciato a praticare la fede, ma per qualche motivo l’hanno abbandonata.

Domanda 2. Un’attività urgente, in genere nel contesto della vita parrocchiale, implica il primo annuncio della fede e il suo graduale sviluppo. Come può la comunità cristiana diventare più consapevole dell’importanza di questa attività catechetica ed educativa?

 

2. Il contesto odierno del ministero della Chiesa

Quando abbiamo cominciato i nostri lavori, siamo stati grandemente aiutati dalle riflessioni di vescovi che rappresentavano cinque continenti, i quali parlavano a un tempo delle sfide e della comunione della Chiesa. Tutti gli interventi hanno espresso aspetti della situazione odierna, facendo riferimento ai documenti sinodali continentali e alle esortazioni apostoliche offerte dal nostro Santo Padre, Benedetto XVI..
Pur essendo diversi nei particolari, tutti i continenti hanno evidenziato il bisogno della Nuova Evangelizzazione poiché le loro culture sono colpite dal processo di secolarizzazione, anche se appare in maniere diverse a seconda delle aree geografiche.

I segni della Nuova Evangelizzazione in Africa, America, Asia, Oceania ed Europa includono una molteplicità di forme in cui le piccole comunità cristiane sono diventate centri viventi di evangelizzazione. Il rinnovamento delle parrocchie continua ad essere uno snodo centrale del rinnovamento della Chiesa. L’azione dei laici è uno sviluppo essenziale e fecondo. Alcuni hanno sottolineato la forte tendenza alla globalizzazione e i suoi effetti, in particolare sui giovani. Al tempo stesso, tutti hanno sottolineato che il centro della Nuova Evangelizzazione è Gesù.

Una situazione particolarmente delicata è emersa dagli interventi relativi al Vicino Oriente. Ci è stata ricordata l’importanza della presenza dei cristiani in quella zona e che i cattolici esprimono gratitudine vivissima per la recente esortazione Ecclesia in Medio Oriente e, in particolare, per la visita del nostro Santo Padre in Libano, che è stata una testimonianza, molto apprezzata, alla Chiesa di quella parte del mondo dominata dall’influsso musulmano. C’è stato un chiaro sforzo di promuovere il dialogo interreligioso come strumento di pace. Sono state riconosciute, altresì, le difficoltà che devono affrontare le comunità cristiane.

La presenza del Patriarca Ecumenico, Bartolomeo I, dell’Arcivescovo di Canterbury, Dott. Rowan Williams e dei delegati fraterni, ha testimoniato il forte impegno ecumenico della Chiesa Cattolica, come è stato osservato da più di un padre sinodale.

Domanda 3. Molti interventi hanno evidenziato un consenso sul fatto che questo è un momento di riesame del ministero della Chiesa in una maniera che riconosce il nuovo contesto in cui la Chiesa esercita il suo ministero perenne di portare il Vangelo di Cristo al mondo. Quali sono state alcune delle esperienze feconde di questa attività?
Molti padri hanno parlato del secolarismo e dell’indifferenza alla religione insiti nella cultura di molte parti del mondo. Per questa ragione, la Chiesa deve fronteggiare le sfide di un mondo che cerca altrove le sue fonti di ispirazione.
Molti interventi hanno fatto notare la grande ignoranza della fede e perfino dei suoi rudimenti, che prevale anche in quei paesi che hanno alle spalle una lunga storia cristiana.

Domanda 4. Di fronte alla diminuzione delle conoscenze sul contenuto della fede e alla mancanza di apprezzamento per il messaggio evangelico, quali nuove iniziative sono state prese per promuovere un insegnamento chiaro, motivante e completo, soprattutto per i giovani?
La globalizzazione presenta anche sfide eccezionali. L’emigrazione e l’immigrazione di grandi masse di gente ne ha provocato l’estraniamento rispetto ai contesti culturali, sociali e religiosi della loro fede. Molti valori religiosi e umani sono stati eclissati dal secolarismo.
Buona parte della cultura odierna presenta una visione che indebolisce il tessuto sociale. Alcuni padri hanno avanzato esempi di violenza locale, mentre altri hanno parlato di un calo nella libertà religiosa. Tutto ciò costituisce una sfida che la Chiesa deve fronteggiare in molte parti del mondo.
Molti padri hanno parlato dell’importanza dei mezzi di comunicazione sociale, in particolare dei nuovi mezzi elettronici, quando la Chiesa si impegna nel suo ministero di proclamazione della Buona Novella. Alcuni hanno sottolineato che non basta presentare semplicemente il Cristianesimo e i valori cristiani su internet o in film religiosi. È necessario entrare nel linguaggio dei nuovi media. La Chiesa ha bisogno di apprendere l’arte della comunicazione dalla prassi concreta delle moderne comunicazioni sociali.

Domanda 5. Il sinodo ha messo in rilievo la gravità delle sfide che la Chiesa deve fronteggiare oggi e che ostacolano la trasmissione della fede, in particolare l’assenza di una dimensione trascendentale in una cultura secolarizzata. Quali possono essere le sfide della secolarizzazione e quali i rimedi esistenti o potenziali?

 

3. Le risposte pastorali alle circostanze odierne

È necessario rafforzare l’idea di comunione ecclesiale, di un legame con Dio e quindi tra di noi come Chiesa. Ci è stata ribadita la necessità di rivolgerci ai sacramenti, in particolare ai Sacramenti dell’Iniziazione, al Sacramento della Penitenza e, soprattutto, di porre al centro l’Eucaristia.
L’esigenza suprema del nostro tempo è un rinnovamento spirituale che la Chiesa è chiamata a proclamare e a realizzare. Il rinnovamento spirituale è l’elemento più importante della Nuova Evangelizzazione, poiché implica il rinnovamento dell’incontro personale con Gesù Cristo e una catechesi che promuova la nostra crescita spirituale.

Domanda 6. La proclamazione del Vangelo è in primo luogo un tema spirituale radicato in una relazione personale con Gesù Cristo attraverso la Chiesa. Qual è la miglior maniera in cui la Chiesa può creare spazio e momenti per un incontro con Cristo e promuovere meglio un rinnovamento spirituale, la conversione, la formazione di fede per tutti i battezzati?
Il nostro impegno personale non si esaurisce nella nostra iniziativa individuale. La Prima lettera di San Pietro ci ricorda che siamo stati “rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna” (1 Pt 1, 23).
Lo Spirito Santo ravviva il nostro impegno mentre cerchiamo di riscoprire le verità espresse nel credo. Lo Spirito ci rafforza quando ci affidiamo alla vita di grazia e di virtù promessa dai sacramenti. Lo Spirito sostiene la nostra fiducia quando apriamo i recessi più profondi dei nostri cuori affinché i suoi doni ci rendano più fermi nel vivere la nostra fede. La Nuova Evangelizzazione dovrebbe riversarsi sulla società stessa in cui viviamo. La cultura è l’ambito della Nuova Evangelizzazione. La cultura si riferisce all’agire quotidiano, alle varie reti di comprensione e di significato che sono all’origine delle numerose connessioni quotidiane fra la persona, la comunità e la società. La cultura forma un legame vitale che collega la persona alla comunità e la comunità alla società.
In questo senso, l’opportunità di promuovere “Il Cortile dei gentili” è stata indicata come un grande contributo all’evangelizzazione della cultura.
Altri ancora hanno ricordato al sinodo che l’attenzione agli infermi e ai sofferenti è un elemento essenziale dell’evangelizzazione. I malati, coloro che hanno disabilità e bisogni speciali sono comunque in grado di diventare agenti dell’evangelizzazione.
Uno dei temi ricorrenti è l’esigenza di sottolineare il ruolo della Chiesa come presenza autentica di Cristo nel mondo odierno. La Chiesa non è estranea al piano salvifico di Cristo. Più di un vescovo ha parlato del bisogno di rafforzare il ruolo del Magistero della Chiesa in relazione a tutti coloro che sono impegnati nell’insegnamento della fede, sia al livello della riflessione teologica, sia nell’ambito dell’insegnamento elementare, secondario o universitario, nonché in tutte le manifestazioni della catechesi.

Domanda 7. La vita cristiana è caratterizzata dalla trasformazione dell’intera persona in risposta alla vocazione alla santità. In che maniera la Chiesa può aiutare tutti i battezzati a vivere la fede cristiana e a rendere un servizio di testimonianza alla forza trasformante di Dio nella nostra storia?
Numerose risposte di natura pastorale hanno menzionato le opere di giustizia sociale e le opere di carità come caratteristiche distintive della vita e del ministero della Chiesa. La capacità della Chiesa di portare a compimento le sue numerose opere di amore, negli ambiti della giustizia sociale, del servizio, dell’attenzione sanitaria o dell’educazione sono state viste come elementi della sua identità e segni in cui gli altri possono riconoscere l’attiva presenza di Dio nel nostro mondo.

Domanda 8. La testimonianza della carità di Cristo, attraverso le opere di giustizia, di pace e di sviluppo, è un elemento della Nuova Evangelizzazione. In che maniera la ricca dottrina sociale della Chiesa può proclamare e testimoniare meglio la fede?
Molti padri sinodali hanno evocato una nuova Pentecoste, vedendo nell’azione odierna della Chiesa, animata dallo Spirito Santo, un riflesso dell’energia della Chiesa delle origini, quando gli apostoli hanno cominciato a portare i primi discepoli al Signore. Molti padri hanno parlato del parallelismo fra quei giorni e il nostro tempo attuale. In tale contesto, è stata suggerita una consacrazione formale del mondo allo Spirito Santo.
In tutta la Chiesa le parrocchie sono i luoghi deputati in cui si svolge la maggior parte della vita della Chiesa. L’importanza delle parrocchie nello sviluppo della Nuova Evangelizzazione è stata sottolineata spesso, poiché si tratta del “locus” in cui avviene buona parte dell’esperienza delle persone nella Chiesa.
Nel contempo, è stata riaffermata la necessità di sottolineare l’importanza delle piccole comunità di fede come fondamenti per l’azione della Chiesa odierna per realizzare una nuova Pentecoste.
Parecchi padri sinodali hanno attirato l’attenzione sulle piccole comunità, pur aggiungendo che non dovrebbero staccarsi dalla più ampia famiglia parrocchiale. Ogni pastore deve essere in condizioni di lavorare con tutti coloro che gli sono stati affidati e non limitarsi a una piccola parte del gregge.

Domanda 9. Le parrocchie e le piccole comunità cristiane hanno un ruolo decisivo nella Nuova Evangelizzazione. In che maniera possono la parrocchia e le piccole comunità promuovere meglio e coordinare le iniziative pastorali per la Nuova Evangelizzazione? In che maniera le pratiche pastorali abituali nella vita quotidiana di queste comunità cristiane possono diventare momenti della Nuova Evangelizzazione?
Abbiamo sentito parlare dell’educazione alla fede come punto di avvio del rinnovamento o del rafforzamento della Nuova Evangelizzazione, il modo per rimettere il mondo in contatto con Gesù Cristo. Alcuni padri si sono soffermati sull’aspetto educativo, con particolare riguardo ai giovani, come un elemento costitutivo della Nuova Evangelizzazione e sulla maniera in cui saremo in grado di andare verso il futuro per riportare la gente all’esperienza di Cristo. I padri sinodali hanno sottolineato l’esigenza di trovare modelli pratici e concreti per offrire ai giovani un’adeguata educazione nella fede. È molto evidente che questi momenti includono l’istruzione di bambini e adolescenti.

Domanda 10. Dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica sono stati compiuti grandi progressi nel rinnovamento catechistico. Come può la Chiesa progettare un programma di catechesi che sia insieme fondamentale e completo, e che ispiri la ricerca della verità, del bene e della bellezza? I giovani sono il futuro della Chiesa. In che maniera può la Chiesa educarli e catechizzarli meglio sulla grandezza di una relazione con Gesù Cristo attraverso la Chiesa, impegnandoli a dedicare più pienamente le loro vite a Lui?
In questa prospettiva, c’è stato chi ha parlato di un’insistenza maggiore sul ministero dei catechisti. I catechisti possono essere di grande aiuto per la Nuova Evangelizzazione e soprattutto nel contesto delle famiglie, quando trasmettono la fede ai loro figli.

Domanda 11. I catechisti hanno un ruolo capitale nella trasmissione della fede. È forse giunto il tempo di conferire loro un ministero istituzionalizzato, stabile nella Chiesa? In che maniera può la Chiesa assistere meglio i catechisti nel loro ministero, che è tanto importante?
Alcuni padri sinodali hanno menzionato il bisogno di ripristinare la tradizione kerygmaticacattolica al fine di parlare con coraggio la Parola di Dio, al tempo opportuno e non opportuno, di riprendere la voce profetica della Chiesa, di discernere i segni dei tempi che ci richiamano a una Nuova Evangelizzazione e di impegnarci nella proclamazione di una risposta cattolica a questi segni dei tempi.
Nella stessa prospettiva, parecchi padri sinodali hanno sottolineato l’importanza della pietà popolare come espressione di fede da parte del popolo di Dio.
C’è stato un ampio consenso sulla validità del pellegrinaggio, in particolare verso i templi mariani. Questo fenomeno costituisce una grande possibilità per l’evangelizzazione.
Infine, è stato riconosciuto che la Nuova Evangelizzazione non è soltanto un programma momentaneo, ma una maniera di guardare verso il futuro della Chiesa e di vederci tutti impegnati nell’invito, rivolto anzitutto a noi stessi, a un rinnovamento della fede e poi a tutti coloro che ci attorniano in un’accettazione gioiosa della vita in Cristo Risorto.

 

4. Agenti e partecipanti alla Nuova Evangelizzazione 

C’è stata attenzione al ruolo della famiglia, che rappresenta lo strumento grazie al quale la fede viene trasmessa persino nelle situazioni più difficili. Occorre incoraggiare la vita familiare, soprattutto oggi, quando soffre tanto per le pressioni della nuova visione secolarizzata della realtà.

Domanda 12. In quanto Chiesa domestica, la famiglia è indispensabile non soltanto alla trasmissione della fede, ma anche alla formazione della persona umana. In che maniera la Chiesa può appoggiare e guidare meglio la famiglia nel suo ministero decisivo riguardo alla proclamazione del Vangelo e ad assumere un ruolo più attivo nella trasmissione della fede e dei valori umani?
Il sinodo ha parlato altresì del ruolo fondamentale delle donne nella vita della Chiesa e del luogo che la madre occupa nella famiglia nella trasmissione della fede.
Un’iniziativa pastorale sistematica e coerente richiede la formazione permanente e continua dei sacerdoti alla comprensione della proclamazione gioiosa del Vangelo in un’epoca in cui scarseggia la formazione sul mistero di Cristo.
Coloro che si preparano al sacerdozio vanno formati per comprendere la natura particolare del loro ministero e il loro rapporto con l’evangelizzazione. Devono anche essere formati a riconoscere che dedicheranno le loro esistenze al servizio della Chiesa come presbiteri celibi.

Domanda 13. Il sacerdote ha un ruolo insostituibile nell’evangelizzazione e nella trasmissione della fede. Come può la Chiesa promuovere un imperativo missionario rinnovato nel ministero dei sacerdoti?
La Chiesa è stata benedetta dal ministero e dalla testimonianza di uomini e donne nella vita consacrata, i quali continuano a portare l’amore di Cristo al mondo attraverso numerose attività diverse. La vita consacrata è in sé un segno che indica agli altri la verità del Vangelo.
Molti hanno messo in evidenza il ruolo dei laici nell’opera per la Nuova Evangelizzazione. A tutti i livelli: nelle aree professionali dell’educazione, del diritto, della politica o delle attività economiche, nonché in tutti i campi che vedono impegnati i laici, il compito dei singoli cattolici è di richiamare la gente alla pratica della fede, con la parola, ma anche e soprattutto con le opere, con l’azione e con la nostra maniera di vivere.

Domanda 14. Il laicato è indispensabile per la Nuova Evangelizzazione. Come può la Chiesa integrare in maniera più piena i laici nell’organizzazione della Chiesa locale, affinché laici e laiche si impegnino a fianco dei sacerdoti nell’evangelizzazione della comunità?
Non sono mancati gli interventi che hanno messo in luce anche il fenomeno delle migrazioni, tanto diffuse ai giorni nostri. Succede spesso che i cattolici arrivano a un contesto nuovo e smettono di essere attivi nella loro fede. L’accoglienza e il loro inserimento nella comunità possono essere forme di Nuova Evangelizzazione.
L’insistenza su Maria, Madre della Chiesa e della Nuova Evangelizzazione come modello e patrona dei nostri sforzi è apparsa in vari interventi. Soprattutto, la sua fede ci incita a rispondere allo stesso modo. È grazie alla sua fede che la Parola di Dio ha fatto il suo ingresso nel nostro mondo. A imitazione di Maria, possiamo operare, grazie alla nostra fede e alla nostra testimonianza della vita nello Spirito, un mutamento nel mondo nel quale viviamo.

Ora che cominciamo il nostro lavoro per determinare le proposizioni che guideranno gli sforzi di questo sinodo al fine di presentare al Santo Padre un quadro di riferimento per la sua riflessione, sembra giunto il momento di elencare alcuni dei temi possibili:

1. L’intervento gratuito nelle nostre esistenze dell’amore di Dio, espresso in forme diverse, ma in maniera definitiva e piena nella sua Parola fatta carne, Gesù Cristo;

2. Il dono dello Spirito Santo, che illumina le nostre menti e rafforza i nostri cuori ad accettare la Parola di Dio e a viverla;

3. Cristo è il soggetto della nostra fede e l’incontro personale con lui ci invita a diventare suoi discepoli;

4. Incontriamo Cristo nella sua Chiesa e mediante la sua Chiesa, che è il suo nuovo Corpo;

5. Cristo e il suo Vangelo sono al centro della proclamazione della Chiesa;

6. Tutti i fedeli: laici, religiosi e clero, sono chiamati ad aprirsi a una nuova Pentecoste nelle loro vite;

7. La trasmissione del contenuto della fede, il credo, è compito di ognuno, ma in particolare delle famiglie, delle parrocchie e delle piccole comunità;

8. La parrocchia è il luogo dove i più sperimentano la vita della Chiesa;

9. Alcuni temi della Nuova Evangelizzazione sono la famiglia, il matrimonio, la formazione di fede, la libertà religiosa, la cura verso i poveri e il ruolo dei laici; e

10. Andranno ricordate le espressioni concrete dell’opera evangelizzatrice della Chiesa che sembrano aver riscosso successo.

Conclusione

La crescita del seme richiede tempo. L’azione intenzionale e deliberata di un’iniziativa diligente e coerente verso i cattolici inattivi a livello personale seminerà nuovi semi, mentre rinnoviamo i nostri sforzi per proclamare la Parola di Dio e proporla nuovamente a coloro che ora sono lontani dalla Chiesa.

Il Seminatore ci affida i semi. Conosciamo ormai le nostre difficoltà, tensioni, inquietudini, peccati nonché la nostra umana debolezza. Il seme è l’inizio della fecondità. Piantare il seme ci richiede di vivere la Parola di Dio e di condividerla con gioia.

Che Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione ed esempio per ogni discepolo, missionario ed evangelizzatore, interceda per noi, affinché il lavoro di questo sinodo produca frutti abbondanti per la gloria di Dio e la salvezza di uomini e donne.

Grazie.

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