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Sinodo dei vescovi: 27 ottobre

vescovi sin9Sabato 27 ottobre 2012 si è tenuta la Ventiduesima Congregazione Generale per la presentazione e la votazione dell’Elenco finale delle Proposizioni. Il Presidente Delegato S Em. R. Card. Laurent MONSENGWO PASINYA, Arcivescovo di Kinshasa (REP. DEMOCRATICA DEL CONGO) ha rivolto un Saluto al Santo Padre. Quindi, ha preso la parola il Santo Padre. Sono intervenuti anche alcuni Uditori e Uditrici. A conclusione dei lavori, il Segretario Generale ha comunicato che questa è l’ultima Congregazione di questa Assemblea Sinodale. Per cui non si terrà la Congregazione generale prevista nel pomeriggio.

SALUTO FINALE DEL PRESIDENTE DELEGATO

Beatissimo Padre,
al termine del piacevole soggiorno che la XIII Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi ci ha permesso di trascorrere a Roma, mi è stato chiesto di ringraziarLa a nome dei partecipanti a questa assemblea sinodale. Lo faccio molto volentieri.
Prima però, con Sua Santità e tutta l’Assemblea, ringraziamo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, fonte dell’ evangelizzazione, per averci dato le forze necessarie a portare a buon fine i lavori del Sinodo, poiché inizialmente il tema della Nuova Evangelizzazione avrebbe potuto intimorirci. L’Eucaristia di domani sarà per noi l’occasione di offrire al Signore i frutti delle nostre riflessioni e dei nostri scambi. Essa costituirà quindi l’apice del Sinodo e allo stesso tempo il punto di partenza dell’attuazione della Nuova Evangelizzazione e dell’Anno della fede.
Adesso, vogliamo rivolgerci a Lei, Beatissimo Padre, per dirLe quanto Le siamo riconoscenti sotto diversi punti di vista. Anzitutto, per aver condiviso con noi la Sua preoccupazione per l’evangelizzazione del nostro mondo, che Dio ama infinitamente, ma che crede di poter fare a meno di questo Amore. Inoltre, ha deciso di unire la riflessione sulla Nuova Evangelizzazione con quella sulla fede in Gesù Cristo, che “è lo stesso ieri, oggi e sempre!” (Eb 13, 8).
Beatissimo Padre, la ringraziamo inoltre per aver dedicato del tempo alla partecipazione alle Congregazioni generali e soprattutto agli interventi liberi, ascoltando gli uni e gli altri e condividendo le nostre preoccupazioni. Ci ha così resi più “saldi nella fede” (Col 2, 7). Questa presenza di Pietro in mezzo agli altri successori degli Apostoli ha conferito un’impronta familiare alle nostre assemblee. È stato davvero quel “Ecce quam bonum et quam jucundum habitare fratres in unum” (“Ecco, benedite il Signore, voi tutti, servi del Signore; voi che state nella casa del Signore durante le notti”) (Sal 133, 1).
Che dire delle preziose indicazioni offerte dalle Sue omelie, dalla Sua meditazione iniziale e dalle Sue istruzioni durante le udienze pubbliche e l’Angelus... È così che sono emerse poco a poco alcune parole chiave che saranno un punto di riferimento nel cammino della Nuova Evangelizzazione: l’evangelizzazione parte dall’amore trinitario, fede - confessione -professione - carità - testimonianza e martirio - sofferenza - persecuzione - conversione e santità di tutti, specialmente degli agenti dell’evangelizzazione - famiglia, prima scuola di evangelizzazione - parrocchia, liturgia, movimenti, scuole, monasteri, seminari - la cultura - i sacramenti, soprattutto la penitenza e la riconciliazione - la desertificazione e il desiderio di Dio - sacramenti dell’iniziazione - la Nuova Evangelizzazione riguarda tutti - gli immigrati - formazione permanente - discernimento dei segni dei tempi- demonio come ostacolo all’evangelizzazione. Insomma, la nuova evangelizzazione è l’annuncio di Gesù Cristo all’uomo del nostro tempo, mediante il dialogo, ricordando che “La Chiesa non comincia con il «fare» nostro, ma con il «fare» e il «parlare» di Dio” (Benedetto XVI) e che “l’aggiornamento” voluto dal Concilio Vaticano II è la sfida della Nuova Evangelizzazione per l’oggi.
Ecco cosa volevamo dirLe per ringraziarLa e per ribadire il nostro fermo impegno per l’Anno della fede e la Nuova Evangelizzazione.

 

INTERVENTO DEL SANTO PADRE

Sintesi

Il ringraziamento, ma anche l’annuncio. Al termine della lettura dell’Elenco finale delle Proposizioni della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, il Santo Padre Benedetto XVI ha comunicato la volontà di trasferire la competenza sui seminari dalla Congregazione per l’Educazione cattolica alla Congregazione per il Clero e la competenza sulla catechesi dalla Congregazione per il Clero al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.
Il tutto, ha spiegato, avviene nel contesto sinodale e dopo un cammino di riflessione e di preghiera. Per questo il Santo Padre ha annunciato che i nuovi ambiti pastorali dei Dicasteri saranno definiti con Lettera Apostolica sotto forma di Motu Proprio.
Nell'occasione il Santo Padre ha voluto fare gli auguri ai nuovi Cardinali, dopo l’annuncio nell’Udienza generale di mercoledì scorso. Il piccolo Concistoro di novembre, ha aggiunto, nasce con l’intenzione di completare quello di febbraio, nel contesto della Nuova Evangelizzazione e mostrando l’universalità della Chiesa, espressione della Pentecoste.
Universalità, ha aggiunto il Santo Padre, che si è vista chiaramente in quest’ultima Assemblea Sinodale. Nonostante le difficoltà e i venti contrari, ha spiegato, la Chiesa è dominata dal vento dello Spirito; la fede cresce e vive, lo dimostrano le esperienze in tanti Paesi del mondo, come ad esempio la Cambogia e la Norvegia. L’ultima Assemblea Sinodale, ha detto ancora, mostra la strada giusta e offre nuovo entusiasmo.
Nel ringraziare tutti i Partecipanti e i membri della Presidenza, il Santo Padre ha infine ricordato l’impegno costante di ciascuno: annunciare Cristo e il Vangelo. Anche per questo, ha concluso, saranno utili le Propositiones, dono offerto alla sua attenzione, che si trasformeranno in un documento che viene dalla vita e dovrà generare vita.

 

Parole del Santo Padre

Cari Fratelli e sorelle,
prima di ringraziare da parte mia, vorrei ancora fare una comunicazione.
Nel contesto delle riflessioni del Sinodo dei Vescovi, "La Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della Fede Cristiana", ed a conclusione di un cammino di riflessione sulle tematiche dei Seminari e della Catechesi, mi è gradito annunciare che ho deciso, dopo preghiera e ulteriore riflessione, di trasferire la competenza sui Seminari dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica alla Congregazione per il Clero e la competenza sulla Catechesi dalla Congregazione per il Clero al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.
Seguiranno i documenti relativi in forma di Lettera Apostolica Motu Proprio per definire gli ambiti e le rispettive facoltà. Preghiamo il Signore perché accompagni i tre Dicasteri della Curia Romana nella loro importante missione, con la collaborazione di tutta la Chiesa.
Avendo già la parola, vorrei anche esprimere i miei cordialissimi auguri ai nuovi Cardinali. Io ho voluto, con questo piccolo Concistoro, completare il Concistoro di febbraio, proprio nel contesto della Nuova Evangelizzazione, con un gesto dell'universalità della Chiesa, mostrando che la Chiesa è Chiesa di tutti i popoli, parla in tutte le lingue, è sempre Chiesa di Pentecoste; non Chiesa di un Continente, ma Chiesa universale. Proprio questa era la mia intenzione, di esprimere questo contesto, questa universalità della Chiesa; è anche la bella espressione di questo Sinodo. Per me è stato veramente edificante, consolante ed incoraggiante vedere qui lo specchio della Chiesa universale con le sue sofferenze, minacce, pericoli e gioie, esperienze della presenza del Signore, anche in situazioni difficili.
Abbiamo sentito come la Chiesa anche oggi cresce, vive. Penso, per esempio, a quanto ci è stato detto sulla Cambogia, dove di nuovo nasce la Chiesa, la fede; o anche sulla Norvegia, e tanti altri. Vediamo come anche oggi dove non si aspettava, il Signore è presente e potente e il Signore è operante anche tramite il nostro lavoro e le nostre riflessioni.
Anche se la Chiesa sente venti contrari, tuttavia sente soprattutto il vento dello Spirito Santo che ci aiuta, ci mostra la strada giusta; e così, con nuovo entusiasmo, mi sembra, siamo in cammino e ringraziamo il Signore perché ci ha dato questo incontro veramente cattolico.
Ringrazio tutti: i Padri del Sinodo, gli Uditori, con le testimonianze veramente spesso molto commoventi, gli Esperti, i Delegati fraterni che ci hanno aiutato; e sappiamo che tutti vogliamo annunciare Cristo ed il suo Vangelo e combattere, in questo tempo difficile, per la presenza della verità di Cristo e per il suo annuncio.
Soprattutto vorrei ringraziare i nostri Presidenti che ci hanno guidato dolcemente e decisamente, i Relatori che hanno lavorato giorno e notte. Io penso sempre che sia un po' contro il diritto naturale lavorare anche di notte, ma se lo fanno volontariamente si possono ringraziare e dobbiamo sentirci grati; e, naturalmente, il nostro Segretario Generale, indefesso e ricco di idee.
Adesso queste Propositiones sono un testamento, un dono, dato a me per noi, per elaborare tutto in un documento che viene dalla vita e dovrebbe generare vita. Su questo speriamo e preghiamo; in ogni caso, andiamo avanti con l'aiuto del Signore. Grazie a voi tutti. Con molti ci vediamo anche in novembre - penso al Concistoro. Grazie.

 

AUDITIO AUDITORUM (VI)

- Fr. Emili TURÚ ROFES, F.M.S., Superiore Generale dei Fratelli Maristi delle Scuole (Piccoli Fratelli di Maria) (SPAGNA)
- Dott. Peter MURPHY, Direttore esecutivo del Segretariato per l'Evangelizzazione e la Catechesi della Conferenza Episcopale Cattolica degli Stati Uniti d'America (STATI UNITI D'AMERICA)
- Rev. Ari Luis DO VALE RIBEIRO, Docente al Seminario della Diocesi di Santo Amaro, Coordinatore Diocesano della Catechesi (BRASILE)

 

- Fr. Emili TURÚ ROFES, F.M.S., Superiore Generale dei Fratelli Maristi delle Scuole (Piccoli Fratelli di Maria) (SPAGNA)

La Chiesa ha il privilegio di accogliere circa 56 milioni di bambini e di giovani nelle sue strutture educative. Non è forse un’occasione meravigliosa per condividere i doni della comunità cristiana con i bambini e con i giovani, e anche per accettare i molti doni che a loro volta possono portare alla Chiesa?
Perciò, appare opportuno sottolineare con vigore l’importanza delle istituzioni educative cattoliche e incoraggiarle a diventare sempre più centri della “nuova evangelizzazione”. La scuola cattolica si trova “nel cuore della Chiesa”: “condivide la missione evangelizzatrice della Chiesa ed è luogo privilegiato in cui si realizza l’educazione cristiana” (La Scuola Cattolica alle soglie del Terzo Millennio, 11).
D’altronde, in molti paesi, le istituzioni educative cattoliche sono, di fatto, “cortili dei gentili”, uno spazio cioè nel quale la fede, la cultura e la vita possono intavolare un dialogo. Molte famiglie lontane dalla fede e dalla Chiesa affidano l’educazione dei loro figli alle istituzioni cattoliche, ciò che per molti bambini e giovani rappresenta probabilmente l’unica occasione in cui entrano in contatto con la Chiesa.
Tuttavia, affinché le nostre istituzioni educative siano veramente centri della nuova evangelizzazione e autentici “cortili dei gentili”, è vitale disporre delle persone adeguate per questo compito. È quindi importante che educatori ed educatrici siano invitati ad assumere responsabilmente la propria funzione in quanto battezzati nella Chiesa, attraverso la loro vocazione all’educazione, e inoltre incoraggiare le diocesi, le famiglie religiose e tutti coloro che esercitano delle responsabilità nelle istituzioni educative, a facilitare questo esercizio di corresponsabilità, offrendo una formazione e un accompagnamento adeguati.

 

- Dott. Peter MURPHY, Direttore esecutivo del Segretariato per l'Evangelizzazione e la Catechesi della Conferenza Episcopale Cattolica degli Stati Uniti d'America (STATI UNITI D'AMERICA)

Santo Padre, Padri Sinodali, Esperti e Uditori, è per me un grande onore essere qui con voi in questa felice occasione della XIII Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Parlerò del ruolo dei laici e della vita parrocchiale, così come contemplati al numero 118 (81 e 107) dell’Instrumentum laboris.
Nel mio lavoro a livello nazionale per la Conferenza episcopale statunitense, e nel mio lavoro precedente a livello parrocchiale, ho riscontrato tra i laici il bisogno urgente di sperimentare un incontro personale autentico con Cristo. Dopo l’incontro personale e forte con il Verbo di Dio, spesso le persone vogliono approfondire la propria fede, ritornano ai sacramenti e provano il desiderio di condividere la loro esperienza con altri.
Una parrocchia capace di sostenere, alimenta il seme della fede insegnando alla persona come approfondire la fede attraverso la preghiera, i sacramenti e la vita comunitaria. Molti laici non sono consapevoli del fatto che la Chiesa esiste per evangelizzare e che, per mezzo del battesimo, anche loro partecipano a questa vocazione. In parrocchia, specialmente attraverso l’Eucaristia domenicale, la fede dei laici può maturare ed essi possono essere formati per essere evangelizzatori.
La Nuova Evangelizzazione esige un’esperienza di Pentecoste per i laici e per le famiglie, che dia loro il coraggio e l’audacia necessari per evangelizzare. Le parrocchie devono diventare centri della Nuova Evangelizzazione, che preparino i parrocchiani e le famiglie a conoscere, articolare e condividere la fede. Le scuole cattoliche, l’educazione religiosa, i programmi per il ministero dei giovani e dei giovani adulti in parrocchia devono continuare a offrire loro una formazione sistematica, completa e catechetica autentica oltre a invitarli concretamente a diventare evangelizzatori. Le parrocchie che evangelizzano con passione manderanno i laici nella vigna per trasformare l’ordine temporale.

 

- Rev. Ari Luis DO VALE RIBEIRO, Docente al Seminario della Diocesi di Santo Amaro, Coordinatore Diocesano della Catechesi (BRASILE)

Il Beato Papa Giovanni Paolo II diceva che il futuro dell’evangelizzazione dipende in grande parte dalla famiglia, la Chiesa domestica (cfr. Familiaris Consortio [FC] 52.65), e che la Chiesa è la “grande famiglia formata da famiglie cristiane” (FC 69).
Vengo dalla città di San Paolo (Brasile), dove sono parroco e coordinatore della catechesi diocesana. A San Paolo si percepisce, tra altre cose, la pluralità culturale e religiosa, come nelle altre grandi città dell’Occidente. Questa pluralità, sappiamo bene, riflette la cultura individualistica odierna. A San Paolo, in alcune famiglie, alcuni membri sono cattolici però non sono praticanti, ed in altre famiglie esistono membri che appartengono ad altre religioni. La riflessione catechistica della Chiesa brasiliana si è molto sviluppata negli ultimi anni. Oggi, in tutto il Brasile si nota lo sforzo perché la Catechesi parrocchiale non sia occasionale, ma permanente, secondo un itinerario di ispirazione catecumenale. Allo stesso tempo, si mantiene le aspettative delle persone di partecipare alla catechesi solamente per la preparazione dei sacramenti.
La Chiesa professa la vocazione della famiglia di essere “Chiesa domestica”; di evangelizzare i suoi membri, soprattutto in riferimento ai genitori riguardo ai propri figli ed anche di evangelizzare le altre famiglie. La Chiesa, dunque, comprende che la famiglia ha un potenziale evangelizzatore, però molte volte questo potenziale non è in atto. Quando un bambino o un giovane va nella sua parrocchia per la catechesi, la comunità parrocchiale ha l’opportunità di evangelizzare non soltanto il bambino o il giovane, ma tutta la sua famiglia, perché la famiglia cristiana è sia “evangelizzata ed evangelizzatrice” (FC 53). In questo modo i membri della famiglia che partecipano alla catechesi parrocchiale hanno l’opportunità di evangelizzare gli altri membri della propria famiglia (cfr. FC 54)
Suggerisco che questa Assemblea, in una delle sue proposizioni finali, insista sulla evangelizzazione di tutta la famiglia, specialmente attraverso la catechesi parrocchiale, ossia, evangelizzazione di tutti i suoi membri, attraverso quella persona che partecipa alla catechesi parrocchiale. Così, la catechesi, specialmente la catechesi parrocchiale, sarà compresa non soltanto come evangelizzatrice di singole persone, ma come evangelizzatrice delle famiglie, delle cellule del tessuto delle nostre parrocchie, del tessuto delle nostre società, e questo attraverso l’opera catechistica delle nostre parrocchie.

INTERVENTI “IN SCRIPTIS” DEGLI UDITORI 

 

- Sig.ra Marylee J. MEEHAN, già Presidente del Comitato Internazionale Cattolico delle Infermiere e delle Assistenti Medico-Sociali - C.I.C.I.A.M.S. (STATI UNITI D'AMERICA)

- Rev.da Suora Nzenzili Lucie MBOMA, F.M.M., Direttore Esecutivo del Servizio di Documentazione e Studi sulla Missione - S.E.D.O.S. (REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO)

 

- Sig.ra Marylee J. MEEHAN, già Presidente del Comitato Internazionale Cattolico delle Infermiere e delle Assistenti Medico-Sociali - C.I.C.I.A.M.S. (STATI UNITI D'AMERICA)

Il Comitato Internazionale Cattolico delle Infermiere e delle Assistenti Medico-Sociali (CICIAMS)- opera sin dal 1933. È vitale per la nostra organizzazione avere il sostegno e l’orientamento della Madre Chiesa per poter garantire alle infermiere cattoliche della nostra organizzazione la libertà di promuovere la Nuova Evangelizzazione per la Trasmissione della Fede sul nostro posto di lavoro.
Le infermiere sono in diretto contatto con persone che si trovano in condizioni di vulnerabilità perché malate. Questi meravigliosi pazienti si affidano alle infermiere perché si occupino di loro in quanto persone umane complete, senza trascurare la cura delle loro necessità spirituali. Come cattoliche che operano nelle strutture sanitarie, siamo state emarginate e ci è stato negato il diritto di occuparci dei bisogni spirituali.
Le infermiere cattoliche che difendono la vita dal concepimento alla morte naturale stanno diventando una minoranza sul posto di lavoro. La sacralità della vita umana va difesa da quanti professano la propria fede e la propria religione cattolica e sono fedeli agli insegnamenti del Magistero.
La nostra vita spirituale di infermiere cattoliche deve essere evangelizzata e deve evangelizzare quanti entrano nel sacro ambito del nostro posto di lavoro, dove ci prendiamo cura dei malati.

 

- Rev.da Suora Nzenzili Lucie MBOMA, F.M.M., Direttore Esecutivo del Servizio di Documentazione e Studi sulla Missione - S.E.D.O.S. (REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO)

Il ruolo profetico del SEDOS nella missione della Chiesa universale.
Cos’è il SEDOS? Il nome designa il Servizio di Documentazione e di Studio, uno spazio aperto agli Istituti di Vita Consacrata, i quali si impegnano ad approfondire la loro comprensione della missione globale
Il SEDOS è sorto nel 1964, durante il concilio ecumenico Vaticano II. I suoi nove fondatori erano tutti superiori generali che avevano contribuito in misura significativa al decreto Ad Gentes, nella cui redazione hanno avuto un ruolo decisivo i loro contatti con membri della Curia Romana. Nel 1968, nove istituti decisero di creare un segretariato permanente. P. Schutte, Superiore Generale dei Missionari del Verbo Divino, mise generosamente a disposizione un ampio ufficio nella sede del Collegio dei SVD a Roma, che tuttora ospita il Segretariato del SEDOS.
Il SEDOS incoraggia la Missione Globale e diffonde informazioni grazie al suo bollettino e al suo sito, tramite conferenze pubbliche, gruppi di lavoro e un Seminario annuale. Lo scopo delle attività del SEDOS è quello di far sì che i suoi Membri siano profetici e dialoganti nella partecipazione alla Missione di Dio.
- Il SEDOS è una fonte di forza per la Chiesa, per le congregazioni religiose. Ci offre una istruzione adeguata e illuminazione su come vivere le nostre vite assieme ai nostri poveri ed emarginati. Il SEDOS ci aiuta anche ad imparare ad accompagnare i sofferenti per raggiungere la Giustizia e la Pace.
- Secondo me il SEDOS è un piattaforma alla quale molti di noi possono unirsi e condividere, ascoltare e apprendere. Il SEDOS è un luogo per condividere riflessioni, aggiornandoci secondo i più recenti sviluppi in Missiologia e Teologia. È di aiuto agli Istituti religiosi per chiarire la loro propria prospettiva e per valutare i propri ministeri e così offrire un servizio migliore. Una grande opportunità per la conversione delle menti e dei cuori è offerta dalla saggezza degli oratori, dalla condivisione dei piccoli gruppi di discussione e dall’Open Forum. Il SEDOS amplia la nostra visione verso ambiti nuovi; ci ammaestra per la missione e promuove le relazioni.
Per il 2014, in occasione del cinquantesimo del SEDOS, contiamo di produrre il secondo Index Book di tutti gli articoli pubblicati dal SEDOS tra il 1989 e il 2012, assieme a un Manuale per la Missione, in risposta a una richiesta avanzata dal Seminario residenziale del 2012, con lo di offrire ai nuovi Evangelizzatori alcune linee guida concrete riguardo alla loro formazione per la missione.

 

 

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